Terapia di famiglia (Murdoch)

Era quasi inevitabile che la tempesta che si è abbattuta sulla genia dei Murdoch precipitasse infine nella terapia di famiglia. Nel prossimo numero di Vanity Fair, la giornalista Sarah Ellison racconta un episodio ancora sconosciuto nel pagliaio degli scandali e delle inchieste che a partire da News of the World stanno mettendo alla prova la tenuta dell’impero di News Corp: : i figli di Rupert, dispersi fra Londra e l’Australia e coinvolti a vario titolo nell’attività di famiglia, si sono trovati con un analista per discutere la delicata faccenda della successione.
16 AGO 20
Immagine di Terapia di famiglia (Murdoch)
Elisabeth, la figlia che a un certo punto si è allontanata da News Corp. per cambiare aria – secondo Vanity Fair proprio perché gli avvocati le hanno suggerito di tenersi alla larga dalla bomba a orologeria – incolpava il padre per lo scandalo delle intercettazioni telefoniche, diceva che era soltanto colpa sua, e James avrebbe dovuto prendersi una pausa dalla direzione di News Corp. per evitare di essere travolto dallo scandalo. Rupert, che si fida di Elisabeth, ha congedato James, salvo poi cambiare idea la mattina successiva e rimetterlo in sella. Voleva che il fidato e baffuto Chase Carey prendesse le redini dell’azienda soltanto temporaneamente, per poi passarle a James al momento opportuno, ma il rampollo si è trovato avvolto nel dramma della solitudine famigliare, quello dove anche la più drastica delle terapie può poco.
Così James è diventato quello che il Daily Beast definisce un “Houdini” che è stato legato e incatenato e chiuso in una cassaforte dalle prove che dicono che lui sapeva tutto ciò che succedeva nella redazione del News of the World. Ci vorrebbe una magia per divincolarsi. Nella prossima udienza davanti alla commissione parlamentare britannica che ha già interrogato Rupert e James, fissata per il 10 novembre, ci saranno nuove prove per suffragare la vecchia tesi: la famiglia sapeva, e James sapeva più di tutti. Sarà solo a rappresentare una famiglia divisa e un’azienda che da giugno a settembre ha perso una quarantina di milioni di dollari per lo scandalo delle intercettazioni, ha un board sul piede di guerra e un erede designato che ha perso la sua credibilità.